06.30.08

Il movimento no global nella storia

Posted in Politica at 03:28 di Signor Micio

Copio e incollo un vecchio scritto risalente al G8 di Genova, un bell’ecxursus storico, che volendo cercare nel passato potrebbe essere enormemente più lungo.
Chi si chiede come mai i manifestanti disobbediscano ai limiti imposti dalla polizia non capisce che non si tratta dei limiti che vengono imposti, ma del fatto che quei limiti esistano, che, cioè, i grandi della terra possano discutere da soli del destino del mondo senza essere ascoltati da nessuno, senza doverne rendere conto a nessuno, senza dover prendere in considerazione le necessità e le aspettative di nessuno. Quindi non ha importanza che la polizia dica che il limite è a due passi dalla porta o a due chilometri, tanto nessuna persona normale potrà mai varcare quella porta, e questa è la ragione della disubbidienza.
E’ vero che molti sono ragazzi esagitati e ignoranti, ed altri non sono ignoranti ma troppo politicizzati ed ancorati a vecchie idee, ma esiste nell’anima del movimento no global una vera cultura viva, cultura che, quando i poteri e le idee attuali verranno distrutte tra non molto, spero possa sopravvivere, ammesso che sopravviva qualcosa dell’intera umanità.

Noi siamo nuovi, ma siamo quelli di sempre.

Siamo antichi per il futuro, esercito di disobbedienza le cui storie sono armi, da
secoli in marcia su questo continente. Nei nostri stendardi è scritto «Dignità». In
nome di essa combattiamo chi si vuole padrone di persone, campi, boschi e
corsi d’acqua, governa con l’arbitrio, impone l’ordine dell’Impero, immiserisce
le comunità.
Siamo i contadini della Jacquerie. I mercenari della Guerra dei cent’anni
razziavano i nostri villaggi, i nobili di Francia ci affamavano. Nell’anno del
Signore 1358 ci sollevammo, demolimmo castelli, ci riprendemmo il nostro.
Alcuni di noi furono catturati e decapitati. Sentimmo il sangue risalire le narici,
ma eravamo in marcia ormai, e non ci siamo piú fermati.
Siamo i ciompi di Firenze, popolo minuto di opifici e arti minori. Nell’anno del
Signore 1378 un cardatore ci guidò alla rivolta. Prendemmo il Comune,
riformammo arti e mestieri. I padroni fuggirono in campagna e di là ci
affamarono cingendo d’assedio la città. Dopo due anni di stenti ci sconfissero,
restaurarono l’oligarchia, ma il lento contagio dell’esempio non lo potevano
fermare.
Siamo i contadini d’Inghilterra che presero le armi contro i nobili per porre fine
a gabelle e imposizioni. Nell’anno del Signore 1381 ascoltammo la predicazione
di John Ball: «Quando Adamo zappava ed Eva filava | chi era allora il
padrone?» Con roncole e forconi muovemmo dall’Essex e dal Kent,
occupammo Londra, appiccammo fuochi, saccheggiammo il palazzo
dell’Arcivescovo, aprimmo le porte delle prigioni. Per ordine di re Riccardo II
molti di noi salirono al patibolo, ma nulla sarebbe piú stato come prima.
Siamo gli hussiti. Siamo i taboriti. Siamo gli artigiani e operai boemi, ribelli al
papa, al re e all’imperatore dopo che il rogo consumò Ian Hus. Nell’anno del
Signore 1419 assaltammo il municipio di Praga, defenestrammo il borgomastro e i
consiglieri comunali. Re Venceslao morì di crepacuore. I potenti d’Europa ci
mossero guerra, chiamammo alle armi il popolo ceco. Respingemmo ogni
invasione, contrattaccando entrammo in Austria, Ungheria, Brandeburgo,
Sassonia, Franconia, Palatinato… Il cuore di un continente nelle nostre mani.
Abolimmo il servaggio e le decime. Ci sconfissero trent’anni di guerre e
crociate.
Siamo i trentaquattromila che risposero all’appello di Hans il pifferaio.
Nell’anno del Signore 1476, la Madonna di Niklashausen si rivelò a Hans e
disse: «Niente piú re né principi. Niente piú papato né clero. Niente piú tasse né
decime. I campi, le foreste e i corsi d’acqua saranno di tutti. Tutti saranno
fratelli e nessuno possiederà piú del suo vicino». Arrivammo il giorno di Santa
Margherita, una candela in una mano e una picca nell’altra. La santa Vergine ci
avrebbe detto cosa fare. Ma i cavalieri del Vescovo catturarono Hans, poi ci
attaccarono e sconfissero. Hans bruciò sul rogo. Non cosí le parole della
Vergine.
Siamo quelli dello Scarpone, salariati e contadini d’Alsazia che, nell’anno del
Signore 1493, cospirarono per giustiziare gli usurai e cancellare i debiti,
espropriare le ricchezze dei monasteri, ridurre lo stipendio dei preti, abolire la
confessione, sostituire al Tribunale imperiale giudici di villaggio eletti dal
popolo. Il giorno della santa Pasqua attaccammo la fortezza di Schlettstadt, ma
fummo sconfitti, e molti di noi impiccati o mutilati ed esposti al dileggio delle
genti. Ma quanti di noi proseguirono la marcia portarono lo Scarpone in tutta la
Germania. Dopo anni di repressione e riorganizzazione, nell’anno del Signore
1513 lo Scarpone insorse a Friburgo. La marcia non si fermava, né lo Scarpone
ha piú smesso di battere il suolo.
Siamo il Povero Konrad, contadini di Svevia che si ribellarono alle tasse su
vino, carne e pane, nell’anno del Signore 1514. In cinquemila minacciammo di
conquistare Schorndorf, nella valle di Rems. Il duca Ulderico promise di abolire
le nuove tasse e ascoltare le lagnanze dei contadini, ma voleva solo prendere
tempo. La rivolta si estese a tutta la Svevia. Mandammo delegati alla Dieta di
Stoccarda, che accolse le nostre proposte, ordinando che Ulderico fosse
affiancato da un consiglio di cavalieri, borghesi e contadini, e che i beni dei
monasteri fossero espropriati e dati alla comunità. Ulderico convocò un’altra
Dieta a Tubinga, si rivolse agli altri principi e radunò una grande armata. Gli ci
volle del bello e del buono per espugnare la valle di Rems: assediò e affamò il
Povero Konrad sul monte Koppel, depredò i villaggi, arrestò sedicimila
contadini, sedici ebbero recisa la testa, gli altri li condannò a pagare forti
ammende. Ma il Povero Konrad ancora si solleva.
Siamo i contadini d’Ungheria che, adunatisi per la crociata contro il Turco,
decisero invece di muover guerra ai signori, nell’anno del Signore 1514.
Sessantamila uomini in armi, guidati dal comandante Dozsa, portarono
l’insurrezione in tutto il Paese. L’esercito dei nobili ci accerchiò a Czanad,
dov’era nata una repubblica di eguali. Ci presero dopo due mesi d’assedio.
Dozsa fu arrostito su un trono rovente, i suoi luogotenenti costretti a mangiarne
le carni per aver salva la vita. Migliaia di contadini furono impalati o impiccati.
La strage e quell’empia eucarestia deviarono ma non fermarono la marcia.
Siamo l’esercito dei contadini e dei minatori di Thomas Müntzer. Nell’anno del
Signore 1524, al grido di: «Tutte le cose sono comuni!» dichiarammo guerra
all’ordine del mondo, i nostri Dodici articoli fecero tremare i potenti d’Europa.
Conquistammo le città, scaldammo i cuori delle genti. I lanzichenecchi ci
sterminarono in Turingia, Müntzer fu straziato dal boia, ma chi poteva piú
negarlo? Ciò che apparteneva alla terra, alla terra sarebbe tornato.
Siamo i lavoranti e contadini senza podere che nell’anno del Signore 1649, a
Walton-on-Thames, Surrey, occuparono la terra comune e presero a sarchiarla e
seminarla. Diggers, ci chiamarono. «Zappatori». Volevamo vivere insieme,
mettere in comune i frutti della terra. Piú volte i proprietari terrieri istigarono
contro di noi folle inferocite. Villici e soldati ci assalirono e rovinarono il
raccolto. Quando tagliammo la legna nel bosco del demanio, i signori ci
denunciarono. Dicevano che avevamo violato le loro proprietà. Ci spostammo a
Cobham Manor, costruimmo case e seminammo grano. La cavalleria ci aggredí,
distrusse le case, calpestò il grano. Ricostruimmo, riseminammo. Altri come noi
si erano riuniti in Kent e in Northamptonshire. Una folla in tumulto li
allontanò. La legge ci scacciò, non esitammo a rimetterci in cammino.
Siamo i servi, i lavoranti, i minatori, gli evasi e i disertori che si unirono ai
cosacchi di Pugaciov, per rovesciare gli autocrati di Russia e abolire il
servaggio. Nell’anno del Signore 1774 ci impadronimmo di roccaforti,
espropriammo ricchezze e dagli Urali ci dirigemmo verso Mosca. Pugaciov fu
catturato, ma il seme avrebbe dato frutti.
Siamo l’esercito del generale Ludd. Scacciarono i nostri padri dalle terre su cui
vivevano, noi fummo operai tessitori, poi arrivò l’arnese, il telaio meccanico…
Nell’anno del Signore 1811, nelle campagne d’Inghilterra, per tre mesi
colpimmo fabbriche, distruggemmo telai, ci prendemmo gioco di guardie e
contestabili. Il governo ci mandò contro decine di migliaia di soldati e civili in
armi. Una legge infame stabilí che le macchine contavano piú delle persone, e
chi le distruggeva andava impiccato. Lord Byron ammoní:
Non c’è abbastanza sangue nel vostro codice penale, che se ne deve versare altro
perché salga in cielo e testimoni contro di voi? Come applicherete questa legge?
Chiuderete un intero paese nelle sue prigioni? Alzerete una forca in ogni campo e
appenderete uomini come spaventacorvi? O semplicemente attuerete uno sterminio?
Sono questi i rimedi per una popolazione affamata e disperata?
Scatenammo la rivolta generale, ma eravamo provati, denutriti. Chi non
penzolò col cappio al collo fu portato in Australia. Ma il generale Ludd cavalca
ancora di notte, al limitare dei campi, e ancora raduna le armate.
Siamo le moltitudini operaie del Cambridgeshire, agli ordini del Capitano
Swing, nell’anno del Signore 1830. Contro leggi tiranniche ci ammutinammo,
incendiammo fienili, sfasciammo macchinari, minacciammo i padroni,
attaccammo i posti di polizia, giustiziammo i delatori. Fummo avviati al
patibolo, ma la chiamata del capitano Swing serrava le file di un esercito piú
grande. La polvere sollevata dal suo incedere si posava sulle giubbe degli sbirri
e sulle toghe dei giudici. Ci attendevano centocinquant’anni di assalto al cielo.
Siamo i tessitori di Slesia che si ribellarono nell’anno 1844, gli stampatori di
cotonate che quello stesso anno infiammarono la Boemia, gli insorti proletari
dell’anno di grazia 1848, gli spettri che tormentarono le notti dei papi e degli
zar, dei padroni e dei loro lacchè. Siamo quelli di Parigi, anno di grazia 1871.
Abbiamo attraversato il secolo della follia e delle vendette, e proseguiamo la
marcia.
Loro si dicono nuovi, si battezzano con sigle esoteriche: G8, Fmi, Wb, Wto,
Nafta, Ftaa… Ma non ci ingannano, sono quelli di sempre: gli écorcheurs che
razziarono i nostri villaggi, gli oligarchi che si ripresero Firenze, la corte
dell’imperatore Sigismondo che attirò Ian Hus con l’inganno, la Dieta di
Tubinga che obbedí a Ulderico e annullò le conquiste del Povero Konrad, i
principi che mandarono i lanzichenecchi a Frankenhausen, gli empi che
arrostirono Dozsa, i proprietari terrieri che tormentarono gli Zappatori, gli
autocrati che vinsero Pugaciov, il governo contro cui tuonò Byron, il vecchio
mondo che vanificò i nostri assalti e sfasciò ogni scala per il cielo.
Oggi hanno un nuovo impero, su tutto l’orbe impongono nuove servitú della
gleba, si pretendono padroni della Terra e del Mare.
Contro di loro, ancora una volta, noi moltitudini ci solleviamo.

Genova. Penisola italica. 19, 20 e 21 luglio
di un anno che non è piú di alcun Signore.

06.26.08

La figlia del Signor Micio

Posted in Senza categoria at 23:11 di Signor Micio

bella micina

Questa è la nuova figlia adottiva del Signor Micio, la tigrotta più piccola e bella del mondo. Siccome quando vuole giocare o mangiare fa dei piccoli miagolii, dato che ha solo 2 mesi, l’ho chiamata Myu Myu.

L’unico problema ora è che corre e salta dappertutto e in un modo o nell’altro bisogna dedicarle quasi tutta la giornata, sia per giocare con lei che per stare attenti che non rimanga fulminata andando in mezzo ai cavi elettrici dei computer o distrugga qualcosa con unghie e denti… è proprio come un bambino, e come un genitore spero che cresca in fretta e si calmi un po’, perlomeno non ci vorranno 12-13 anni come con gli esseri umani.

05.27.08

Vignetta sul caso Schifani

Posted in Politica at 00:01 di Signor Micio


Una divertente vignetta per far capire come un bambino sarebbe in grado di fare il giornalista meglio della maggior parte dei giornalisti attuali.

05.24.08

Il teatrino degli orrori

Posted in Politica at 02:36 di Signor Micio

Esiste una ragione al fatto che la critica al potere in italia venga da comici come Grillo e Luttazzi, più che da politici dell’opposizione o giornalisti: l’italia è il paese delle contraddizioni, e la contraddizione è ciò che fa ridere. Un comico normalmente deve deformare la realtà, fare delle caricature e delle esagerazioni per far ridere, in italia no, basta che dica la verità.

L’Italia è il paese in cui un evasore fiscale al governo parla di lottare contro l’evasione, in cui i condannati per corruzione vengono mandati a far parte della commissione antimafia, in cui gli avvocati di Berlusconi un giorno lo difendono al processo e il giorno dopo vanno in parlamento a presentare una legge per salvarlo da quel processo, in cui il più importante uomo politico dice di aver ospitato per anni un killer della mafia in casa sua e la gente lo applaude, in cui puoi trovare Bossi e Calderoli che grugniscono su una poltrona di ministro (e di loro non c’è nemmeno bisogno di fare l’imitazione, fanno ridere già abbastanza al naturale), in cui per risollevare l’economia della sicilia si vuole fare un ponte sullo stretto commisionandolo alla mafia, dal momento che in effetti la mafia è l’organizzazione che dà più posti di lavoro in sicilia.

Il problema è che queste cose non si possono dire, i politici vorrebbero essere presi sul serio, vorrebbero davvero far credere alla gente che non è tutta una grande farsa, che non è solo un teatrino degli orrori. Non è vero che queste cose alla gente non interessano, è che nessuno gliele dice, e allora è ovvio che non se ne possono interessare, ma se i politici cercano di oscurare e bloccare Travaglio e tutti i comici ribelli una ragione ci sarà: se realmente gli italiani non potessero volere niente di più dalla vita che sapere come ha passato la prima notte in carcere la Franzoni allora nessuno li ascolterebbe, e se nessuno li ascoltasse non ci sarebbe neppure ragione di censurarli.

La censura dei giornalisti si vede dalla assenza del giornalismo: tutti i telegiornali danno le stesse notizie, nessun servizio è mai in alcun modo critico verso il governo o verso qualche politico in generale, tutte le interviste sono praticamente monologhi dei politici, per quanto riguarda i giornali a seconda del colore politico cambiano i loro toni ma la sostanza è sempre quella di non dire nulla di particolare, dipingere sempre nel peggiore dei modi qualunque critico del potere, fare delle caricature degli avversari politici che non dicano nulla di concreto sul personaggio in questione ma che facciano capire che si tratta di un giornale di destra o di sinistra. In ogni caso i contenuti sono zero.

Così la gente continuerà a dire che almeno non devi pagare il canone per guardare mediaset, e lo stato intanto continuerà a pagare 300 mila euro al giorno di multa per lasciare a Berlusconi rete 4, l’esercito sarà mandato in campania e i protestanti saranno dipinti come dei pericolosi rivoltosi per giustificare i morti e i feriti che ne seguiranno, ed altre cose così… io aspetto ansiosamente che maroni renda attivo il suo decreto, così posso andare in giro a violentare clandestine senza alcuna paura, tanto se mai cercassero di denunciarmi sarebbero loro ad essere immediatamente arrestate, proprio una pacchia questo governo….

05.20.08

Indovinello: meglio i rom o il latte scaduto?

Posted in Politica at 23:17 di Signor Micio

In un paese in cui Bondi è ministro della cultura Veltroni può pure pretendere di diritto il ruolo di intellettuale, anzi magari anche di primo intellettuale italiano… un politico che ammette che nel momento in cui tutti sapevano che la sinistra avrebbe perso si sono voltati a guardare lui per la scelta del nuovo capo del partito, e un intellettuale che allo scontro di ideologie sostituisce orgogliosamente l’assenza totale di idee e di ideali…

Sono tutte storie falso, realtà parallele inventate dai politici, Berlusconi che ripete sempre gli orrori del comunismo come se i comunisti italiani fossero paragonabili a Stalin, e senza peraltro mai fare nomi, Veltroni che parla delle guerre ideologiche combattute dalla sinistra negli ultimi anni contro Berlusconi… Ma quali guerre? Le guerre c’erano negli anni sessanta e settanta, quando c’erano i morti negli scontri tra manifestanti e polizia, c’era il terrorismo, c’erano i politici uccisi dalla mafia… negli ultimi 20 anni i politici sono stati tranquillissimi, la guerra c’è stata solo a parole, nessuno mai ha provato a intaccare gli interessi di Berlusconi dopo tangentopoli, quando tutti avevano capito che il nuovo Andreotti e il nuovo Craxi era lui, due persone in una. E anche la guerra di Berlusconi contro i comunisti è ridicola, Bondi e Cicchitto che sono i suoi più fidi collaboratori sono stati comunisti, un po’ come Fede è stato juventino, ma una volta che sono diventati suoi servi la cosa non ha più importanza.

E’ solo un teatrino per illudere la gente di stare facendo qualcosa, la guerra di allora come la presunta concordia di oggi, sono solo parole e basta… I fatti portano tutti a una fascistizzazione della società: la progressiva xenofobia, la fiducia nei mezzi di comunicazione controllati dal potere, il moralmente piccolo desiderio di un piccolo immediato miglioramento… ma probabilmente su tutto c’è la furberia italiana: gli italiani accettano e invidiano Berlusconi non solo perchè sono ingannati dal suo potere, ma perchè vorrebbero essere come lui, vorrebbero che le loro piccole disonestà potessero essere grandi come le sue, che le loro piccole ruberie potessero essere grandi quanto le sue, e questa è la sintesi della bassezza morale della popolazione italiana, una bassezza morale credo unica nel mondo e forse nella storia umana.

Ai tempi del nazismo, appena agli inizi, i tedeschi parlavano degli ebrei proprio come oggi gli italiani parlano dei rom, con la differenza che gli ebrei tedeschi erano economicamente ricchi e avevano la cittadinanza tedesca, quindi erano messi meglio dei rom. Se qualcosa non cambia in fretta l’italia si prepara ad essere la culla del prossimo genocidio in europa, e a dare i natali al prossimo Hitler… è vero, gli italiani non hanno l’efficienza dei tedeschi, ma non ce n’è bisogno: i francesi con il loro sciovinismo rastrellarono gli ebrei meglio della gestapo, e gli americani misero in campi di concentramento centomila giapponesi colpevoli solo di vivere negli stati uniti dopo Pearl Arbour, tutti sono in grado di costruire campi di concentramento, gli italiani hanno dalla loro parte una grandissima arma, forse superiore all’efficienza: il menefreghismo, potrebbero guardare i rom bruciati vivi in piazza dall’esercito e non muoverebbero un dito, chiuderebbero le persiane e si preoccuperebbero solo del fatto che i bambini non vedano una simile indecenza… e i campi di “permanenza temporanea” in cui con la nuova legge sulla sicurezza vogliono mantenere gli immigrati “fino a 18 mesi” diventeranno dei campi di concentramento: immaginatevi di cercare di immigrare in un paese straniero, non avete fatto nulla e venite rinchiusi per un anno e mezzo assieme a centinaia di altre persone, in condizioni probabilmente pietose e alla totale mercè della polizia, prima che lo stato decida la vostra sorte e magari vi mandi pure in prigione per immigrazione clandestina per altri due o tre anni… e questo senza che voi abbiate fatto assolutamente nulla se non sbarcare su un suolo straniero.

L’italia poi è il paese delle emergenze perenni, per cui se si chiamasse l’esercito per risolvere il problema della criminalità l’esercito rimarrebbe lì a vita, perchè essendo i politici totalmente irresponsabili e indifferenti ai problemi reali non si curano di creare un sistema ordinario che funzioni, inoltre le emergenze permettono facilmente di regalare denaro pubblico ad amici, parenti, alleati e criminali, cosa convenientissima per i politici. Se Berlusconi risolverà il problema di napoli e della campania lo farà facendo accordi con la camorra, in modo da convincere la gente ad accettare la riapertura delle discariche, offrendogli in cambio l’opportunità di gestire liberamente i suoi traffici: così la camorra si ingrandirebbe a spese dello stato e dei cittadini, i rifiuti continuerebbero a fare ammalare e morire i campani anche se stipati nelle vecchie discariche, oltre che buttati dove capita, cosa che la camorra continuerà a fare impunita, e Berluscocni avrà il doppio vantaggio di poter dire di avere risolto il problema e di avere la riconoscenza della camorra e una percentuale sui guadagni dei suoi traffici… la stessa cosa con alitalia: cedendola a Putin lui potrebbe organizzare il più grande traffico di droga e di armi della storia, anche negli anni ‘70 la mafia italiana decise di costruire l’aeroporto di Punta Raisi a Palermo per gestire in tranquillità il commercio della droga con l’america, per la mafia avere il controllo su almeno un aeroporto è fondamentale, perchè significa non doversi minimamente preoccupare dei controlli. Vendendo a Putin l’alitalia e malpensa si trasformerebbe milano nel punto focale del traffico internazionale di droga e di armi, gestito a metà tra la mafia russa e quella italiana: Milano è proprio a metà tra la russia e il medio oriente, l’africa e l’america, anche la posizione geografica è perfetta, avendo il controllo degli aerei e del sistema di sicurezza dell’aeroporto, oltre che la complicità del capo del governo, si potrebbe organizzare un traffico quale mai è stato visto nella storia. Per questo non è solo importante se si risolvono i problemi, ma anche come si risolvono.

Gli stranieri sono abbastanza consapevoli di quello che accade, vedono che bossi e la lega sono ridicoli e le loro dichiarazioni xenofobe e razziste nel resto d’europa sarebbero inaccettabili, vedono che la situazione di concentrazione di potere di Berlusconi è assurda, indegna di qualunque paese civile, quello a cui non sono purtroppo arrivati è ad arrivare alla conclusione che l’italia non è una democrazia, che non si può trattarla alla stregua degli altri paesi europei, ma spero che prima o poi lo capiscano. L’italia paga da anni 300 mila euro al giorno di multa per la situazione del monopolio dell’informazione da parte di Berlusconi, e continuerà a pagare anche in futuro fregandosene dei richiami dell’europa. L’italia ha qualche hanno fa subito una ispezione dell’onu che ha mandato un malese a controllare la situazione della giustizia in italia, come se si trattasse di un paese del terzo mondo. L’italia regala alle mafie gran parte dei soldi dei fondi europei, e per questo riceve altre multe e richiami. Per il momento non è ancora successo niente, in futuro spero che l’europa escluda l’italia,  dal momento che appare evidente come al governo italiano non interessi nulla dei valori e delle leggi su cui l’europa sta cercando di costruirsi. Allora Berlusconi, o Piersilvio se lui sarà già morto, potrà felicemente farsi incoronare dal papa (o da Emilio Fede) re d’italia, come sempre ha sognato di fare.

Per ora gli italiani si preparano a internare e possibilmente impiccare rom e stranieri in genere, senza considerare quanti milioni di euro ha rubato agli italiani uno ad esempio come Tanzi: quanti rom ci vogliono per rubare 15 milioni di euro?

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