L’economia degli avvoltoi
La legge che vuole fare, anzi che farà il governo per legalizzare i contratti precari permanenti rappresenta un altro ritorno al passato. La gente non è più abituata alle lotte sindacali, alle proteste e alle manifestazioni di poveracci che faticano a vivere, a farsi e tenersi una famiglia, e non hanno nessuna prospettiva per il futuro, e così a quasi tutti sembrerà una legge come un’altra…
Ma in realtà il mondo sta cambiando, è già cambiato tanto, solo che quasi nessuno se n’è accorto. Quello che avevo detto sul governo di Berlusconi dopo che era stato eletto si sta realizzando: si è accordato con la camorra per mettere fine alla finta crisi dei rifiuti, le leggi sul precariato finiranno presto per distruggere quello che rimane dei sindacati, e la lega già incomincia a proporre di mandare le navi militari per cacciare i clandestini in mare aperto…
Ormai si sono legalizzati i criminali al potere, si sono legalizzati i crimini delle industrie e delle grandi aziende, si sono legalizzati i crimini delle banche, e si lancia alla gente l’amo degli immigrati dicendogli che sono i loro crimini che sono fondamentali e imperdonabili, non importa se nessun politico ha mai chiesto alle società di slot machine gli oltre 90 miliardi di euro di tasse evase, si grida a gran voce che Berlusconi è stato assolto con formula piena per reati contro l’ambiente in Sardegna, ma si evita accuratamente di ricordare che è la prima assoluzione piena della sua vita dopo una dozzina di condanne (se si esclude l’assoluzione per falso in bilancio grazie alla depenalizzazione che si è fatto da solo, e l’accusa di essere il mandante delle stragi di Capaci e via d’Amelio, in cui è stato assolto per insufficienza di prove)…
L’economia andrà sempre più a rotoli, e se ne renderanno conto anche quelli che precari non sono, perchè i baristi non venderanno più tanti caffè, di vestiti se ne venderanno sempre meno, e tutti i professionisti dovranno avere a che fare con una popolazione sempre più povera, e quindi diventeranno sempre più poveri pure loro. Faranno eccezione i pochi alti professionisti che collaborano con grandi aziende: i grandi avvocati, i dirigenti di azienda, i tecnici più qualificati, i medici delle cliniche private, e tutti quelli che vendono roba molto costosa, perchè gli unici che spenderanno molto saranno i super ricchi, quelli interessati allo yatch, ai soprammobili di vetro di Murano, a vasche da bagno con idromassaggio grandi come piscine olimpioniche…
Per le persone normali l’unica speranza rimarranno i turisti: giapponesi, europei, russi, e in futuro cinesi e indiani, gente che i soldi ce li ha ed è disposta a spenderli. Ma sarà difficile spennarli più di tanto perchè più lo stato si corrompe più tutto il paese va allo sfacelo: città come Venezia devono aumentare le tasse per sopravvivere, il rafforzarsi della criminalità rende le strade pericolose e fa scappare i turisti, l’aumento artificiale dell’euro rende tutto carissimo, molto più del suo valore reale, le città diventano sempre più sporche e i beni artistici sempre meno curati perchè i soldi se li mangiano tutti i politici, la mafia e le banche. Tra 20 o 30 anni andare a Venezia o Roma sarà per gli stranieri come oggi è andare a Timbuktu: visiti poche rovine desolate abbandonate a se stesse e per tutto il viaggio la gente, vedendo che sei straniero, cerca di venderti qualunque cosa.
Ma la gente adesso è tranquilla, perchè le piccole aziende, per quanto moribonde esistono ancora, e rappresentano ancora una buona parte dell’economia italiana. Ma quando tra poco i genitori dei giovani di oggi saranno morti o all’ospizio, e le loro aziende saranno fallite o ci sarà rimasto poco o niente, la realtà sarà molto più triste. Gli italiani possono continuare a succhiare i soldi dei vecchi e a indebitarsi ancora per qualche anno, ma non ci vorrà molto perchè la pacchia finisca, allora le case andranno alle banche e la vita delle persone andrà in mano alle grandi aziende, che ne potranno disporre come meglio credono.
Del resto le grandi aziende già dettano legge nella vendita delle merci: se non ci fossero i grandi magazzini e gli hard discount molta gente farebbe la fame, e se non ci fossero negozi come l’ikea arredare una casa per molte persone sarebbe economicamente proibitivo… in futuro questo non farà che aumentare: ci saranno grandi venditori di merce scadente a bassissimo costo per le masse, e pochissimi venditori di merce extra lusso per i grandi ricchi, la via fascia di persone con un livello economico medio che è stata il cuore dell’economia fin da poco dopo la rivoluzione industriale scomparirà totalmente o quasi. Nel mondo del futuro o sarai un poveraccio o sarai un riccone, l’unica via di mezzo al massimo sarà data dai servitori dei ricconi: i camerieri, le colf, i bodyguard, i soldati, e qualche altra categoria.
L’unica cosa che stravolgerà questa economia potrà essere una futura rivoluzione, che occupi il parlamento e fucili la maggior parte dei politici, occupi le televisioni, nazionalizzi le banche, scacci tutte o quasi tutte le multinazionali straniere, dichiari lo stato di assedio contro la mafia proclamando la legge marziale nel sud e un tribunale speciale con particolare attenzione per gli imprenditori e i finanzieri connessi con la mafia… quando questo sarà fatto l’Italia potrà rifiorire, per ora sta marcendo a cielo aperto, e gli avvoltoi che ogni giorno staccano pezzi dalla sua carcassa si fingono medici e santoni.
- 28 Luglio 2008

E’ strano sono di destra ma trovo queste parole purtroppo giustissime. Se gli italiani onesti e seri scendessero in piazza non ad applaudire Beppe Grillo e tornare a casa mangiando gelati e pizza ma bloccassero il paese sul serio. Basterebbe un solo giorno di vero sciopero per far capire al mondo cosa stiamo diventando, quanti sogni dei giovani seri ed onesti stiamo uccidendo. Laureati che finiscono in call center e giovani scapestrati che ottengono grazie a papino posti d’oro.
E’ strano sono di destra!
Una mamma preoccupata per il futuro del figlio, onesto, bravissimo, perfettamente trilingue. Investimento duro per arrivare a tanto e poi che gli dico? Vai al call center?