» Prestanomi e mandanti
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Prestanomi e mandanti

Scritto da Signor Micio

L’Italia è un paese di prestanomi, per questo pensavo che fosse meglio che le elezioni le vincesse Berlusconi (il quale governa per conto della massoneria e della mafia) piuttosto che Veltroni (che 25 anni fa fu quello che fece passare all’ultimo giorno il decreto di Craxi per salvare le reti di Berlusconi e permettergli di trasmettere in tutto lo stato), ad essere governati da un prestanome gli italiani sono in fondo ormai abituati dopo essere passati da Andreotti a Craxi e poi a Berlusconi, ma l’essere governati dal prestanome di un prestanome è troppo perfino per gli italiani.
Purtroppo l’Italia è da secoli condizionata dalla Chiesa e dalla massoneria, la stessa creazione dell’Italia è partita dalla carboneria, non certo da moti popolari come la rivoluzione francese, nonostante il mito che si è voluto creare del risorgimento e degli italiani che erano oppressi e sognavano l’unità.
L’Italia è un paese di intrighi, di assassinii e scandali, di gruppi che tramano nell’ombra, chi parla di queste cose non lo fa per una fissazione nei riguardi dei complotti, ma perchè l’Italia è sempre stato un paese così. Le società segrete esistono dal medioevo, sono molteplici e ramificate, e il fatto che un popolo italiano non sia mai realmente esistito ha favorito la forza di questi piccoli gruppi. Lo stesso fascismo, che nulla aveva a che fare con la massoneria, poteva vedersi come una piccola organizzazione che ha preso il potere per l’apatia e la divisione del paese: i fascisti veri, quelli che ci credevano ed erano disposti a morire per il duce, erano una manciata di persone, e al potere, come prestanome, è rimasto fino agli ultimi giorni il re.
Anche la Chiesa funzionava e funziona un po’ così, in passato erano le grandi famiglie romane a lottare per il potere, il papa che veniva scelto faceva poi l’interesse della propria famiglia e dei propri alleati. Benedetto XVI vorrebbe santificare Pio XII, il vescovo Pacelli, che è stato l’ultimo rappresentante di quelle decadenti famiglie nobili romane contro cui già si scagliava Dante. Pio XII, nonostante ciò che dice la Chiesa, se ne fregò degli ebrei, lui era un politico e solo come politico ragionava: aiutava un po’ tutti senza scontentare nessuno, diede qualche aiuto agli ebrei, scrisse una enciclica in tedesco contro il nazismo ma senza condannarlo apertamente, e aiutò poi i gerarchi nazisti a scappare in sudamerica con l’operazione Odessa. Pio XII era pronto a qualunque eventualità: se i nazisti avessero vinto si sarebbe alleato con loro, e una volta che il nazismo fosse morto la Chiesa avrebbe ripreso il potere, e così avrebbe fatto col fascismo, e così fece con la nuova repubblica italiana, per lui l’unica cosa importante era fare in modo che la potenza della Chiesa sopravvivesse ai poteri temporali, possibilmente sostituendoli poi il più possibile.
Roma era un ricettacolo di serpi, il Papa aveva il potere assoluto ma molto spesso dietro di lui c’era qualche famiglia romana, o i gesuiti, o qualche re europeo o nobile italiano, è sempre molto difficile nella Chiesa individuare chi ha realmente il potere.
Questo accade tanto più quando il governo è accentrato: se c’è un Papa o un re basta che questa persona sia debole, magari vecchia e malata, oppure disinteressata alla politica e in generale ad esercitare il potere, che subito qualcuno se ne approfitterà, e basterà riuscire a prendere il controllo di quella sola persona per avere il controllo dell’intero paese.
Berlusconi è l’esempio migliore: lui ha il denaro, ha le televisioni, i giornali, la pubblicità, se uno controlla lui controlla l’Italia, e controllare un uomo è molto semplice. La gente comune vede Berlusconi come un uomo lontano e potentissimo, ma la mafia potrebbe fare saltare la sua villa quando vuole, potrebbe uccidere la sua famiglia, potrebbe rivelare i suoi crimini al mondo intero mostrando delle prove inconfutabili della sua implicazione nello spaccio di droga o nell’assassinio di Falcone e Borsellino.
Ed oggi a quanto sembra ha incominciato ad avere, su Odeon, una sua trasmissione Licio Gelli. Lui è l’autore del colpo di stato che Berlusconi sta diligentemente portando avanti da 25 anni, e immagino che sia sempre lui che muove i fili della marionetta. Gelli è un genio, sebbene un genio del male, è riuscito da solo a distruggere l’Italia trasformandola in un paese di fantasmi, ed oggi per la prima volta salta veramente fuori: l’unico che non è un prestanome.
Non so se questo significa che è proprio la fine per l’Italia o se forse è Gelli che sente la sua fine vicina e vuole guadagnare la notorietà che gli spetta… probabilmente entrambe le cose.
Tuttavia Gelli presto morirà, e un simile genio non può avere successori, a meno di incredibili scherzi della storia che ne facciano subito nascere un altro, quindi esiste ancora una speranza nonostante lo sfacelo attuale, anche se non si capisce ancora come e chi potrà salvare il paese.
L’unica salvezza è nell’educazione. Il decreto Gelmini sembra scritto da Gelli: fatto apposta per creare degli stupidi bambini, ma con i grembiulini ed obbedienti, una carne da macello perfetta per il potere, dei futuri idioti in grado di bersi qualunque storia ed obbedire a qualunque ordine.
Gelli è stato quello condannato per aver cercato di depistare le indagini della strage di Bologna. Sono passati 61 anni dalla strage di Portella della Ginestra ed ancora non se ne conoscono i mandanti, e così non si conoscono i mandanti, e spesso gli esecutori, di nessuna delle altre stragi italiane: piazza Fontana, Ustica, la stazione di Bologna…
L’edicazione e l’informazione servono per indagare questi misteri, perchè l’Italia fino ad ora è stata governata dai mandanti di questi delitti, e gli italiani hanno chinato la testa come chinarono la testa ai delitti del fascismo.
Una alternativa al “Piano di rinascita democratica” è possibile, e alla fine la saprebbe trovare anche un analfabeta con un po’ di cuore e un po’ di cervello, ma bisogna prima riconquistare la libertà per poterla trovare.

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