La Cina antica: le dinastie Xia e Shang

La dinastia Xia (夏朝)

La dinastia Xia (夏朝) è la prima dinastia della storia cinese, secondo la tradizione ha regnato nel periodo 2183-1752 a. C.
Ci sono pareri discordanti sulla reale esistenza della dinastia Xia, anche se sono stati trovati reperti archeologici risalenti a quel periodo che potrebbero dimostrare la veridicità delle cronache antiche. Gli studiosi cinesi tendono quasi tutti ad appoggiare la tesi dell'esistenza della dinastia Xia per poter dire che la civiltà cinese è più antica di quella egizia ed indiana, gli studiosi non cinesi invece tendono a dubitare molto della storia cinese tradizionale ritenendo che essa avesse soprattutto intenti politici, e quindi tendesse sempre a deformare la realtà. Nel caso specifico della dinastia Xia Sarah Allen ha supposto che si trattasse di una mitica dinastia inventata dagli Shang per contrapporsi ad essa, le caratteristiche che gli Shang attribuivano a se stessi sarebbero state invertite nella creazione della dinastia Xia.

Questo è un esempio dei due modi in cui comunemente viene vista la storia cinese: i cinesi la vedono dal punto di vista nazionalistico, in genere elogiando il passato antico (come nel caso della scoperta della tomba del primo imperatore Chin, che era sempre stato denigrato come un tiranno), e disprezzando il passato recente per dire cha la Cina oggi è molto migliorata (da qui la svalutazione del confucianesimo, che ha permesso all'impero cinese di esistere come unità culturale per più di due millenni, o la condanna di Mao, accusato di essere stato un uomo malvagio ed un tiranno, dimenticando le cose buone che ha fatto e ricordando solo i suoi errori).

La verità è che con tutta probabilità la dinastia Xia è realmente esistita, gli studi sulla cosiddetta Cultura di Erlitou, che risale al 1900 a. C., sembrano far pensare che quella potesse essere la dinastia Xia. Poi certo durante l'epoca Chou è nato il modo di vedere la storia come un succedersi di dinastie, e così anche se erano passati diversi secoli e con tutta probabilità nemmeno i Chou potevano avere qualche prova dell'esistenza degli Xia o qualche storia abbastanza particolareggiata tramandata dal passato, decidero di credere e sostenere l'esistenza della dinastia Xia inserendola all'interno della loro idea sul corso della storia.
Anche i valori che tradizionalmente vengono attribuiti alla dinastia Xia sono frutto di un rimaneggiamento successivo da parte di Shang e Chou, ma non, come sostiene Sarah Allen, perchè inconsciamente hanno incominciato realmente a credere all'esistenza di questa antica dinastia, è stata una interpretazione cosciente della storia.
I cinesi non hanno mai avuto una storiografia come quella greca e romana, e men che meno come quella attuale, quelli che scrivevano di storia erano funzionari, burocrati, studiosi confuciani (a partire da quando il confucianesimo è iniziato a diventare l'etica ufficiale dello stato). Chi scriveva del passato dunque non si preoccupava molto di appurare la veridicità degli eventi, di trovare dei documenti, di chiedere a molte persone quello che sapevano o ricordavano, la cosa importante era che la storia desse lustro alla dinastia attuale (denigrando l'ultima fase della dinastia precedente come un'epoca malvagia e corrotta, ma non condannando l'intera dinastia perchè altrimenti quella nuova non avrebbe avuto alcun merito nell'averla detronizzata), che si inserisse all'interno dell'idea della ciclicità delle dinastie le quali, come sosteneva Mencio, sorgono, si reggono in piedi, e cadono per volontà del Cielo, e poi doveva avere un valore morale, doveva cioè dare dei buoni insegnamenti (ad esempio la critica agli ultimi sovrani Shang doveva servire a ricordare di non comportarsi in maniera troppo tirannica).
Dunque non è che la storia cinese sia un insieme di fantasie fatte per essere favole per bambini, ma non è nemmeno un resoconto perfetto ed imparziale di quello che è avvenuto, quindi se i testi raccontano qualcosa molto probabilmente quella cosa è avvenuta, e molto probabilmente non è avvenuta esattamente come viene raccontata, oppure non è mai avvenuta ma serve solo da esempio per spiegare qualche teoria o qualche accadimento.

La dinastia Shang

La dinastia Shang è la prima su cui si abbia un numero sufficiente di reperti archeologici da poter capire almeno in parte la struttura della società. Tradizionalmente la dinastia durò dal 1766 a. C. al 1127 a. C., ma ci sono molte dispute tra gli storici a riguardo, e comunque considerando l'approssimazione dei documenti che abbiamo a disposizione è chiaro che è impossibile avere delle date certe per avvenimenti così antichi. Inoltre le varie dinastie non si sono succedute in maniera netta, gli Shang, pur spodestati dai Zhou, devono avere continuato ad esistere per decenni, se non un secolo o due, prima di essere definitivamente assimilati, quindi è giusto prendere le date solo come indicative del periodo di tempo in cui una dinastia ha tenuto il potere per poi cederlo gradualmente alla successiva.
La dinastia Shang si ritiene probabilmente essere il proseguimento della cultura neolitica di Longshan, una delle due fondamentali culture preistoriche cinesi che si sviluppò nella valle del fiume giallo. Nel primo periodo la capitale fu trasferita più volte, finendo poi a Yin (presso l’attuale Anyang, nella provincia del Henan, e da cui deriva il secondo nome di dinastia Yin usato per gli Shang). Gli scavi archeologici dimostrano che all’inizio della dinastia la civiltà cinese aveva ormai raggiunto un livello molto alto, caratterizzato dalle iscrizioni su ossa e corazze di tartaruga e dalla civiltà del bronzo.

La conoscenza che abbiamo della cultura e della società Shang derivano dalle iscrizioni a scopo oracolare su carapaci di tartaruga ed ossa, esse sono state ritrovate all'inizio del ventesimo secolo quando qualcuno si accorse che i frammenti di gusci di tartaruga, che i contadini del villaggio di Xiaotung polverizzavano e vendevano come medicina tradizionale, contenevano delle iscrizioni che ricordavano degli antichi caratteri cinesi. Sono stati quindi fatti scavi nella zona, che si è scoperta essere il luogo in cui era edificata l'antica capitale della dinastia Shang Yinxu. Nella capitale erano conservati gli archivi di tutti gli oracoli chiesti dai re Shang, le ossa e i carapaci una volta usati erano attentamente conservati, per questa ragione sono stati trovati ben 160000 reperti archeologici di ossa oracolari con circa 4000 caratteri incisi su di esse, molti dei quali intelleggibili perchè uguali o simili ai caratteri di epoca successiva, diversi dal significato controverso, e una buona parte completamente incomprensibili. Attraverso la lettura delle ossa possiamo vedere quali domande i re Shang rivolgevano agli antenati, e quindi quali problemi e quali caratteristiche aveva il loro stato.

Innanzitutto bisogna capire qual'era la logica dietro questi oracoli, e come mai erano così importanti per la società Shang, perchè questo particolare aspetto è stato il primo fondamento del modo di vedere la vita da parte dei cinesi, ed ha poi influito su tutta la storia seguente fino ad oggi.
Dall'analisi dei reperti si può capire come il re Shang fosse anche un capo religioso, anzi la sua supremazia nei confronti degli altri capi e delle tribù sottomesse era giustificata proprio da questo primato religioso. Non esisteva come in Grecia, in Egitto o in Persia una classe sacerdotale o dei templi come quelli di Delfi o di Siwa che si occupavano degli oracoli e fornivano previsioni anche (e soprattutto) ai sovrani e alla polis. Il re Shang interpretava personalmente gli oracoli, lui o membri dell'aristocrazia che erano suoi parenti, ed essi funzionavano non perchè fossero concessi da qualche dio della preveggenza come Apollo, ma perchè il re si metteva in contatto con le anima dei suoi antenati, le anime dei precedenti re Shang, ed essi gli davano indicazioni su cosa fare.

A monte di questi re morti ancora legati a servire la loro famiglia e la loro patria c'era una sorta di entità superiore, che però non doveva essere così definita, Shangdi (上帝), ovvero "l'essere supremo" o "il signore che sta al di sopra". Shangdi era la rappresentazione di una generica forza superiore, non meglio identificata, e che non aveva delle buone intenzioni nei confronti degli uomini, anzi doveva continuamente essere placato con sacrifici altrimenti avrebbe causato dei disastri naturali per vendicarsi. I sacrifici erano una parte fondamentale della società Shang, come oggi gli stati sono tenuti insieme dall'economia, ancor più che dal sentimento nazionale, lo stato Shang era tenuto insieme dalla religione, ancor più che dal potere militare. I sacrifici erano di animali, di uomini, e di parti del raccolto, ed erano fatti per placare gli spiriti che erano offesi per qualche ragione, e così, indirettamente, placare Shangdi.
C'era nella religione Shang questa logica del porre barriere insormontabili tra realtà diverse tra loro: Shangdi era al di sopra di tutto, e nessun uomo poteva comunicare con lui, quindi era necessario usare gli spiriti dei re Shang passati; gli spiriti potevano essere contattati solo dal re o dai suoi familiari, cioè da chi aveva con loro un legame di sangue, e il compito degli aristocratici che si occupavano del culto era analizzare tutti i problemi e i disastri che accadevano, capire quale spirito si era arrabbiato e ne era la causa, e fare i sacrifici opportuni per placarlo. Al fondo di questa catena c'era tutto il resto del popolo, il quale era spesso usato come carne da macello per i sacrifici, i sacrifici umani erano infatti estremamente frequenti nell'epoca Shang, paragonabili credo solo a quanto facevano i Maya.
I re non erano visti come divinità come i faraoni d'Egitto, ma erano intermediari con gli spiriti, e, una volta morti, sarebbero diventati in futuro anche loro spiriti; quindi in pratica i re erano simili a degli dei futuri, probabilmente per questo venivano scavate tombe gigantesche per accoglierli e tutti i loro schiavi venivano uccisi per fare compagnia al re nella tomba, o, più spesso, venivano sepolti vivi col re. Questa tradizione continuò anche nell'epoca Zhou, ma agli schiavi veri furono sostituite delle figure di terracotta. Questi sacrifici dovevano essere una delle principali cause per cui gli Shang, almeno nell'ultima parte della dinastia, vengono ricordati come governanti crudeli e spaventosi, anche perchè è logico supporre che dato che la dinastia stava perdendo potere dovevano esserci molti problemi e conflitti, quindi il numero di sacrifici deve essere aumentato molto nell'ultimo periodo (esattamente come successe ai Maya dopo l'invasione degli spagnoli, che arrivarono a scarificare decine, o anche centinaia, di vittime al giorno).

Tra le domande poste agli antenati si trova di tutto, e si possono così capire sia come era strutturato lo stato Shang sia quali fossero i suoi problemi, o almeno si può cercare di intuire un quadro generale. Molte domande riguardano il raccolto e le piogge, oppure consigli su guerre da intraprendere, questo fa capire che gli aristocratici dovevano essere quelli che regolavano l'agricoltura nello stato Shang, poiché dovevano avere le conoscenze della natura e dell'astronomia che servivano a questo scopo. Questa caratteristica è poi rimasta tra le prerogative dell'imperatore nei secoli successivi, fino alla fine dell'impero infatti era suo compito scavare simbolicamente un solco con l'aratro per favorire un buon raccolto, e i testi che parlavano di agricoltura lo facevano sempre mettendo in relazione la natura col comportamento degli uomini: se l'imperatore faceva qualcosa di non appropriato allora il Cielo lo avrebbe punito, allo stesso modo in cui facevano gli spiriti dei re Shang.

Il re Shang sembra che si spostasse continuamente da un lato all'altro del suo territorio per combattere guerre, segno della poca affidabilità dei suoi feudatari che lo costringevano a risottomettere con la forza quelli che si ribellavano. La cosa è assolutamente normale considerando che a quel tempo non c'era la possibilità di tenere insieme un vero e proprio stato di quelle dimensioni, mancavano i collegamenti e c'erano troppe differenze etniche e culturali.
Lo stato Shang va visto come una confederazione di feudi e tribù unite dal potere religioso e militare del re Shang, ma una federazione molto debole e in molti casi del tutto nominale, che però ha costituito il nucleo di quella che poi sarebbe diventata la Cina.

La società Shang era una società schiavista?

Oggi l'interpretazione marxista della storia è caduta in disuso, ma fino a non molto tempo fa quelli che cercavano di aderirvi trovarono nel periodo Shang la fase schiavistica della storia cinese. Secondo Marx la storia procedeva sempre attraverso certe fasi ben definite in cui la società è caratterizzata da certe classi sociali ed un certo tipo di economia. Quando gli studiosi marxisti si trovarono ad analizzare la storia cinese ebbero enormi difficoltà ad adattare le fasi inventate da Marx (che erano fatte apposta per la storia europea) alla Cina.

Il fatto che i re Shang portassero con loro nella tomba così tante persone ha fatto pensare che vi fosse una grande profusione di schiavi da sacrificare a quell'epoca, ma ovviamente è una teoria che nasce solo dalla necessità di trovare un'epoca in cui la schiavitù fosse molto diffusa.
La realtà è che quasi certamente non c'erano molti schiavi nemmeno in epoca Shang, e dopo ce ne sono stati ancora meno. Questo deriva dal fatto che le dinamiche della società cinese sono molto diverse da quelle ad esempio della società romana. I cinesi erano dei contadini stanziali, coltivavano le parti di terreno più fertile di una regione, si moltiplicavano in breve tempo, e poi partivano a colonizzare nuovi territori. I cinesi non conquistavano militarmente nuovi territori come i romani, mandavano avanti i coloni che si guadagnavano il loro spazio un po' pacificamente e un po' sterminando le tribù primitive ostili, i coloni poi facevano figli su figli e dopo poco tempo i cinesi diventavano l'etnia dominante dell'area superando numericamente le popolazioni locali, che finivano per mischiarsi coi cinesi e col sinizzare la loro cultura. Per questa ragione i cinesi non avevano nessun interesse nello schiavizzare i nemici, il nome "impero di mezzo" che ha contraddistinto la Cina è dovuto al fatto che i cinesi pensavano che la Cina fosse il centro del mondo civilizzato, e che tutti i barbari dovessero rendergli tributi, inoltre l'essere cinesi era per loro soprattutto una questione di cultura, non di etnia, si poteva diventare cinesi adottando i costumi cinesi, imparando a parlare e scrivere in cinese, imparando i classici confuciani. Dunque i cinesi non avevano bisogno di schiavizzare nessuno perchè molti membri di tribù primitive si sinizzarono col tempo, ed era per loro ragione di vanto il fatto che la cultura cinese fosse così potente da non aver bisogno di essere imposta con la forza per essere accettata.

Vi è poi una ragione più strettamente economica: i romani erano sempre a corto di uomini, sia all'inizio, ai tempi del ratto delle sabine, che successivamente, quando l'impero si estese a gran parte dell'Europa. Essendo i romani continuamente in guerra avevano una enorme diponibilità di progionieri di guerra che potevano essere ridotti in schiavitù, inoltre essendo diventati molto avidi dopo la creazione dell'impero i romani avevano bisogno degli schiavi per far girare l'economia e per servirli: avevano bisogno di servitori in casa, minatori per estrarre ferro e metalli preziosi, muratori per costruire case, monumenti e fortificazioni, contadini che risparmiassero ai romani il duro lavoro dei campi... insomma l'intera economia romana finì per dipendere dagli schiavi.
Nel caso della Cina, invece, non c'era necessità di schiavi. Demograficamente non c'è mai stata grossa crisi, anche se ad esempio nel Mencio si parla di come i vari stati in cui allora era divisa la Cina facessero a gara per far venire al loro interno il maggior numero di contadini possibile dagli altri stati per rinforzarsi, ma anche in quel caso non si riducevano in schiavitù le popolazioni degli stati sconfitti, anche perchè si sapeva che non sarebbe stato facile mantenerli in un simile stato e prima o poi si sarebbero ribellati. Inoltre il popolo cinese è sempre stato molto operoso, mentre i romani dopo che si ingrandirono e incominciarono ad arricchirsi si rammollirono. non avevano più voglia di fare alcun lavoro pesante, e dopo un po' grazie al grande numero di schiavi si disabituarono a farli. Non c'erano poi le stesse guerre in Cina come nell'impero romano, i cinesi non sottomisero mai popolazioni stranieri ostili molto numerose e stanziali come fecero i romani, molte guerre erano guerre civili (come nel periodo delle primavere e degli autunni o degli stati combattenti), oppure guerre contro i nomadi che periodicamente invadevano l'interno della Cina. Inoltre il popolo era chiamato a un certo numero di giorni obbligatori da dedicare a lavori pubblici, come la costruzione di mura, argini o strade, in maniera simile alle corvee nell'Europa medievale, dunque lo stato cinese aveva comunque a disposizione una grande quantità di manodopera gratuita per molti lavori.

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